Presidente: Sergio Abramo

Sovrintendente: Gianvito Casadonte 

Direttore Generale: Aldo Costa

MAGICA ALCHIMIA

Stagione 2017/2018


SERATA INAUGURALE  
Giovedì 14 dicembre 2017 ore 21
Concerto "BERLINER SYMPHONIKER" 
Serata inaugurale Berliner Philharmoniker
L'ORCHESTRA: i "BERLINER SYMPHONIKER" sono una delle più importanti orchestre sinfoniche di Berlino. Nel corso degli anni hanno collaborato con celebri direttori, garantendo un’alta qualità esecutiva. Sono particolarmente apprezzati per la serie di concerti che si svolgono presso la Philharmonic Hall e la the Concert Hall di Berlino. L’orchestra è inoltre impegnata in svariate attività educative che includono concerti per famiglie, workshops, attività di insegnamento e concerti presso scuole berlinesi. L’orchestra si esibisce regolarmente con rinomati cori provenienti da tutta Europa. Fondata, nel 1966, l’orchestra si è esibita in tour di successo in Germania ed in Europa con particolare menzione per le partecipazioni al Festival Internazionale di Musica in Turchia ed al Festival di Lucerna. Sono molto conosciuti in tutto il mondo grazie alle numerose apparizioni internazionali. Lunghi tour hanno portato l’orchestra ad esibirsi in città importanti degli Stati Uniti ed in sud America, riscuotendo grande successo in Argentina, Brasile, Messico, Uruguay e Venezuela. Un altro aspetto da sottolineare è la frequenza con cui i Berliner Symphoniker si esibiscono nei paesi asiatici. Sono stati invitati molte volte in Giappone ed un nuovo tour in programma nel 2018 in Giappone li vedrà impegnati in non meno di 14 concerti. L’orchestra si è inoltre esibita in Corea del Sud ed in Vietnam ed i tour di fine anno in Cina sono oramai diventati una consuetudine, essendo diventati i concerti dei Berliner di fine anno e di inizio anno nuovo una vera e propria tradizione di molte città cinesi. Il repertorio dei Berliner Symphoniker comprende anche molte produzioni di opere e collaborano regolarmente con i più importanti cantanti internazionali. Sono disponibili svariate registrazioni dell’’orchestra.
IL DIRETTORE: M° ANTONIO PUCCIO 
Nasce in Italia. Studia Pianoforte, Composizione, Direzione d’orchestra, Canto e Direzione corale, Filosofia, Psicologia ed Estetica della musica. Ha collaborato con alcune delle più importanti orchestre italiane ed europee, tra le quali l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, la Philharmonia Orchestra di Londra e la Czech Philharmonic Orchestra.
2017: Auditorium Fondazione Cariplo, Milano, L. van Beethoven, Sinfonia n. 5 e Sinfonia n.7, dirige l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi.
2016: Conservatorio Santa Cecilia, Roma, G. F. Haendel – Concerti Grossi op. 6, dirige L’Arco Magico Chamber Orchestra, registrazione audio-video live dei 12 Concerti in prima mondiale
2015: Auditorium Conciliazione, Roma, Giovanni Battista Pergolesi – STABAT MATER per soprano, contralto, archi e continuo, Nicola Porpora – SALVE REGINA in Fa per contralto, archi e continuo, Leonardo Leo – SALVE REGINA in Do minore per soprano, archi e continuo, dirige L’Arco Magico Chamber Orchestra, Silvia Frigato soprano, Loriana Castellano mezzosoprano
2014: Teatro Dal Verme, Beethoven – Ouverture Op. 84, Schubert – Sinfonia n. 8 Incompiuta,  Beethoven Sinfonia n. 5 Op. 67, dirige L’Orchestra I Pomeriggi Musicali
2013: Orvieto Duomo, G.B. Pergolesi – Stabat Mater, Salve Regina in Do minore, Salve Regina in La minore dirige L’Arco Magico Chamber Orchestra
2012: Orchestra Sinfonica Siciliana, musiche di Beethoven, Grieg, Berg, Mahler
2012: Auditorium Parco della Musica di Roma, Brahms – Sinfonia N°4 in Mi minore Op.98, Bruch – concerto per violino ed orchestra N°1 in Sol minore Op.26, Beethoven – “Coriolano” Ouverture Op.62 – dirige la Philharmonia Orchestra di Londra, Vadim Repin, violino
 Nel 2012 è fondatore e direttore de “L’Arco Magico” Chamber Orchestra
2011: Rudolfinum Praga, Rossini – Stabat Mater – dirige la Czeck Philharmonic Orchestra e il Coro Filarmonico di Praga
2008: dirige l’Orchestra Sinfonica dei Filarmonici di Roma – violino solista Uto Ughi – in un programma  che comprende la Sinfonia N° 7 e il Concerto per Violino e Orchestra di Beethoven
2007: dirige l’Orchestra Sinfonica dei Filarmonici di Roma – violino solista Uto Ughi – in un programma dedicato a Mozart, Beethoven, Mendelssohn
2006: segue Claudio Abbado in diverse Tournée internazionali: Caracas, Orchestra Simon Bolivar; Bologna, Orchestra Mozart; Bolzano, Gustav Mahler Jugendorchester, ecc.
Dl 2013 è anche regista dei video dei propri concerti.
Dal 2000 è Fondatore e Direttore di Ensemble madrigalistici per una rilettura critica delle opere di Monteverdi, Marenzio e Gesualdo.

Mercoledì 20 dicembre 2017 ore 21
"THE HARLEM VOICE"





Artisticamente, gli Harlem Voices non ne vogliono sapere di essere etichettati sotto un genere preciso ma amano dilatare i confini del genere gospel e creare melodie dinamiche arricchite di armonie che portano l’ascoltatore ad assaggiare colori r’n’b, soul e funky. Amano inoltre muoversi, ballare, creare sul palco coreografie cosicché vederli è un piacere ed ascoltarli una gioia. Tutti i membri degli THV hanno almeno 20 anni di esperienza nel mondo della live music, hanno cantato e suonato nei più prestigiosi gruppi gospel, soul e rock (Maray Carey, Yolanda Adams, Fantasia, Shakira, Ronda Ross, U2, solo per citarne alcuni). 
Una parola in più va spesa per il Pastore e Leader del gruppo Eric B.Turner, da alcuni anni lead singer negli attuali Temptations e Drifters e attore e musicista in diversi musical di Broadway quali Sunfish-The Musical”, “Rent”, “Ain’t Misbehavin”, “Lil Shop of Horrors” , film come “SYNECDOCHE, NEW YORK (2008) e“AMERICAN GANGSTER (2007), e infine di serie televisive celeberrime anche nel nostro paese quali: NBC’s- “Law & Order”, CBS’s- “CSI:NY”. 
Eric ha cantato con Mariah Carey, Anthony Hamilton, Anita Baker, Chaka Khan, Michael McDonald, Jahiem, Joe, Elisabeth Withers aVickie Winans e Karen Clark-Sheard. 
Eric si è anche esibito durante il ballo Inaugurale della Presidenza di Barack Obama nel 2009. 
LINE UP : 7 elementi, 5 voci e una sezione ritmica costituita da tastiera/basso e batteria.




Giovedì 28 dicembre 2017 ore 21
"LA FEBBRE DEL SABATO SERA. IL MUSICAL"

MUSICAL: La febbre del sabato sera
Il Teatro Nuovo Milano presenta "La febbre del sabato sera. Il Musical" con la regia CLAUDIO INSEGNO
Il musical tratto da una delle pellicole più celebri ed importanti nella storia del cinema, è un omaggio alla disco music ed al glam dominante degli anni’70. Uno spettacolare juke box musical in cui rivivere i successi disco in voga all’epoca tra cui spiccano le canzoni originali dei Bee Gees come Stayin' Alive, How Deep Is Your Love, Night Fever, You Should Be Dancing e tante altre in voga tutt’oggi quali Symphonie No 5, More than a woman e la celeberrima Disco Inferno. I migliori performer del musical italiano, veri talenti, sono pronti a farci ballare e a cantare i grandi successi della disco music. Rivivi con la FEBBRE DEL SABATO SERA la leggendaria era della Disco nella New York degli anni Settanta grazie alle magnifiche coreografie originali di Valeriano Longoni, le celeberrime musiche con la supervisione musicale di Angelo Racz, un suggestivo e tecnologico impianto scenografico firmato da Roberto e Andrea Comotti arricchito dai sorprendenti video di Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci, i costumi della celebre Graziella Pera, l’emozionante disegno luci di Valerio Tiberi ed il perfetto disegno audio di Simone Della Scala. 


Sabato 13 gennaio 2018 ore 18
"VENERE IN PELLICCIA" di David Ives



Regia Valter Malosti con SABRINA IMPACCIATORE e VALTER MALOSTI
Venere in pelliccia di David Ives: una sexy dark comedy.

Una sala prove. Dopo una lunga giornata di audizioni un regista non ha ancora trovato la protagonista di Venere in pelliccia, l’opera di Sacher Masoch, di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione; è chiaro da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. La scombinata Vanda Jordan (omonima della controversa eroina del romanzo di Masoch) si trasformerà davanti agli occhi del regista nella protagonista del romanzo, Wanda Von Dunayev. 
Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un esilarante combattimento, un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso; un duello teatrale in cui i confini tra realtà e finzione vanno lentamente sfumando, lasciando il regista e gli spettatori ostaggio di un finale enigmatico e misterioso; sospeso in una atmosfera a metà tra la brutalità tragicomica di certe tragedie antiche e David Lynch.
Ma chi è Vanda Jordan? Un'attrice? Una misteriosa vendicatrice? Rappresenta forse l’ancestrale principio femminile che è anche origine del tutto?
Questo testo è la dimostrazione che in teatro con pochissimo si può ottenere moltissimo.
Bastano un uomo, una donna e una stanza chiusa e un viaggio nelle nostre profondità più oscure e misteriose può cominciare.

Venerdì 26 gennaio 2018 ore 21
"UNO SGUARDO DAL PONTE" di Arthur Miller



Regia Enrico Lamanna con SEBASTIANO SOMMA
Considerato tra i più importanti testi della drammaturgia americana del Novecento, riprende realisticamente una delle pagine più drammatiche del sogno americano vissuto da milioni di italiani approdati in America, nella New York degli anni ’50, alla ricerca di un futuro migliore.Miller racconta la miseria degli immigrati italiani, la loro difficoltà ad adattarsi al nuovo mondo, l’incapacità di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall'ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuità del sogno americano. Da ciò scaturirà una tragedia annunziata fin dall’inizio, poiché mettere insieme quelle condizioni disagiate e quei sentimenti e passioni fortissimi non potrà che fatalmente condurre ad un drammatico epilogo.
Lo spettacolo messo in scena da Enrico Lamanna riprende il dramma interiore di Eddy Carbone (Sebastiano Somma), della sua famiglia e del suo sogno americano. L’ amore che prova verso la giovane nipote non è altro che la proiezione della sua esigenza di proteggerne la purezza, la necessità di custodirla con la stessa cura di una ceramica preziosa. Un sogno da accarezzare al di là del ponte, sotto un cielo di stelle misto ad un mare dove si naufraga in una voglia di tenerezza.

Sabato 3 febbraio 2018 ore 21
"NO (Dance first.Think later) CITTA' INFERNO




 Spettacolo che segna il ritorno del formidabile gruppo NO (Dance first. Think later), convince e conquista. Sette attrici portano in scena un tema sensibile come quello della detenzione femminile, utilizzando gli strumenti paradossali della musicalità e della commedia, con risultati altamente spettacolari che sono in linea con la cifra stilistica del gruppo, per nulla attratto da pruriti minimalisti e sempre incline alla farcitura ricca dell’impianto sensoriale della messinscena: c’è molto da vedere ed ascoltare, oltre che da seguire e capire nei lavori di NO. 
Elena Gigliotti -autrice e regista dello spettacolo, oltre che interprete in scena- parte dalla trama del film di Renato Castellani “Nella Città l’inferno”, elaborando una polifonia dalla sonorità spuria: nelle battute rimbalzano, si scontrano e si sposano dialetti più o meno imparentati quanto lontanissimi talvolta, come il calabrese, il napoletano, il siciliano, il romanesco, il bolognese e il veneto. 
A produrre questo concerto di cadenze e inflessioni (gli scambi sono sempre comprensibili anche per i meno avvezzi ai rudimenti della dialettologia) sono naturalmente le protagoniste della pièce, sette carcerate dal profilo biografico ad alto tasso di criticità (matricidio, figlicidio ed altre declinazioni di violenza o criminalità più o meno organizzata) che Elena Gigliotti ha desunto dalla cronaca nera ed immesso nella back story dei personaggi. Ma la musicalità viene ricercata anche in senso più stretto, tramite una colonna sonora che mescola una originale selezione della canzone italiana di tradizione con le hit della musica dancerecente e contemporanea. A ciò va aggiunto un ulteriore repertorio di brani più classici cantati dal vivo con soluzioni sceniche accattivanti. 
In effetti la scena è per metà carcere e per metà discoteca, volendo semplificare all’estremo il disegno di un lavoro talmente solido da non temere la provocazione: sul lato sinistro si erge lo scheletro di un cubo metallico, colmato in fondo da un letto a castello, sopra e dentro al quale le sette attrici riescono a stiparsi e spostarsi ripetutamente con agilità persino aggraziata; sul versante centrale e destro il palco è caratterizzato da due delimitazioni lineari, per lo meno ad inizio spettacolo: un muro estremamente realistico sul fondale ed una serie di sette cubi metallici vuoti al loro interno (anch’essi puri scheletri cubici) dalla funzione poliedrica, allineati sul proscenio. Completano il quadro quattro statuine votive dedicate alla Vergine, a delimitare anche simbolicamente l’area percorribile dalle attrici. 
Questa ricca complessità progettuale, racchiusa nella semplicità materiale della scenografia, assicura un impatto visivo estremamente efficace, ma soprattutto accompagna idealmente una drammaturgia ed una regia che Elena Gigliotti imbastisce in rapporto di stretta coesione, raggiungendo un linguaggio vicino allascrittura scenica. L’azione ed i dialoghi si mescolano alle scene musicate e danzate, lo spettacolo ingloba dramma e melodramma seguendo un’impaginazione che potremmo definire bolliwoodiana, il linguaggio cinematografico completa il mélange estetico irrompendo su schermi insospettabili ricavati da scenari, costumi o accessori. 
In questa escalation, “Città/Inferno” tocca la sua coerenza stilistica, fissandola attorno ad una interessantissima cifra pop, in cui il tema sociale di fondo non risulta per giunta mai leso, eluso o strumentalizzato. La scena è attraversata dalle incursioni di voce fuori campo e didascalie che silenziano ciclicamente l’allegro, anarcoide disordine con cui le carcerate fantasticano pericolosamente per superare i giorni di una realtà oggettiva che le vede reiette ed irrecuperabili. 
All’interno del lavoro d’ensemble, brillano continui lampi di bravura individuale e punte di abilità istrionica, che coinvolgono ed avvolgono il pubblico fino all’esaltazione. Memorabile.


Domenica 18 febbraio 2018 ore 21
"LA VEDOVA SCALTRA" di Carlo Goldoni


La vedova scaltra

Regia di Gianluca Guidi con FRANCESCA INAUDI e GIUSEPPE ZENO
Quando ero bambino, con gli amici, ci raccontavamo sempre delle storielle che cominciavano così: “… ci sono un francese, un inglese, uno spagnolo e un italiano…” , e così sembra cominciare la nostra commedia, in una locanda della città più meravigliosa, affascinante e del mondo: Venezia. Quattro pretendenti di nazionalità diversa ma tutti figli della futura Europa Unita. Tutti affascinati dalla bella vedova de’ Bisognosi. Tutti ricchi, benestanti discendenti da famiglie blasonate, tutti campanilisti e affascinati dalla bella e forse “inarrivabile” Rosaura. La vedova … Scaltra! 
Mi piace Rosaura Lombardi vedova de’ Bisognosi. È una donna moderna, dalla natura “antica”. Una figura che presenta quella sensibilità e quell’intuizione appartenenti all’universo femminile. Sa ribellarsi al padre e si oppone alle nozze della sorella con un uomo molto più anziano (lei ne aveva sposato uno del quale è rimasta vedova) e, ora che può, sospesa e in bilico per prendere la decisione giusta, ponte tra la commedia “vecchia” e il mondo nuovo, per sé “sceglie di scegliere” il suo uomo. Nella migliore tradizione della vita vissuta. La meta/menzogna che adopera per sceglierlo è rappresentativa di un estro che appartiene ad esseri superiori quali sono, in realtà , le donne. Rosaura è pilota del proprio destino, opera e decide non tanto lasciandosi guidare dai sentimenti, quanto piuttosto seguendo criteri razionali. Per seguire il suo scopo, mette a nudo le debolezze del genere maschile, fino a metterle quasi in ridicolo. Compie una rivoluzione femminista “ante-litteram” che, se ne avesse mantenute le connotazioni, avrebbe fatto vincere a tutto campo quel desiderio legittimo di emancipazione che ha caratterizzato, alla fine del ‘900, l’universo femminile. 
Complici la “sua” Venezia, il Carnevale, e, di nuovo, la sua “modernità”, Rosaura nasconde il suo volto dietro ad una maschera non soltanto quando realmente indossata; ella la usa a guisa di condottiero per vincere (forse inconsapevolmente) una “guerra” di cui lei stessa non conosce i confini se non quelli personali. Per certi versi mi verrebbe voglia di chiamarla “Braveheart”. Una William Wallace della Serenissima. Goldoni evita di raccontarci (in un’altra commedia) ciò che la vita ha riservato a lei e al Conte di Bosconero durante la loro storia o unione. E forse è meglio così. Lasciamo che i nostri eroi incontrino una “normalità” che è assolutamente privata. Tutto il resto è in divenire…

Giovedì 8 marzo ore 21
JERSEY BOYS. IL MUSICAL


Scopri come quattro ragazzi del New Jersey hanno inventato il loro sound unico, sono stati inseriti nella Rock’n Roll Hall of Fame e venduto 100 milioni di dischi in tutto il mondo! Jersey Boys è uno show spettacolare che racconta la vera storia di Frankie Valli e dei Four Seasons: la folla, le angosce, i trionfi e la musica.Un vero e proprio juke-box musicale in cui rivivere i favolosi anni Sessanta con le canzoni più famose del gruppo, tra cui: Sherry, Big Girls Do not Cry, Walk Like A Man, Dicembre 1963 ( Oh What A Night ) e la celeberrima Can't Take My Eyes Off You. 
20 milioni di spettatori in tutto il mondo hanno già applaudito Jersey Boys! Il racconto della vera storia e dei successi dei FOUR SEASONS, uno spettacolo davvero magnifico, pieno di vitalità , pace ed energia.


Sabato 24 febbraio 2018 ore 21
"ELVIS, THE MUSICAL" 


Elvis

Regia di Maurizio Colombi
Quella di Elvis Presley è la figura della musica moderna che ha segnato più profondamente arte, musica e stile di ogni epoca successiva.Non esiste un cantante fra tutte le star della musica dagli anni '50 in avanti che non si sia ispirato o sia stato indirettamente condizionato da quello che viene universalmente riconosciuto come The King of Rock'n'Roll.
L'Italia ama Elvis più di ogni altro Paese: conta più di 100 fan club e, malgrado ciò, un musical a lui dedicato non è mai stato scritto fino ad ora. L'Italia è anche il Paese che gli ha regalato la canzone con la quale Elvis ha venduto oltre 20 milioni di copie: "It's now or never", ovvero "Oh sole mio"! Elvis the Musical è uno spettacolo incalzante e ritmato, all'insegna degli indimenticabili successi di Presley a partire dagli anni 50 fino al 1977, quando la leggenda scomparve... Lo spettacolo, attraverso le canzoni di Elvis e il racconto di vari personaggi che hanno vissuto intorno a lui, svela i retroscena di una vita consacrata alla musica e sacrificata allo show-business. La tragica morte di Elvis ridusse in lacrime e disperazione in milioni di persone in tutto il mondo, fan adoranti che lo amavano e continuano ad amarlo stregati da un carisma fatto di fascino, ribellione, dolcezza e sfrontatezza che attraversa i decenni con la stessa forza dirompente dalla quale è nato. Lo spettacolo è suonato da una band che accompagna dal vivo, per poco meno di due ore, un cast di 18 performer, attraverso un periodo storico di oltre quattro generazioni fino agli anni 70, i più significativi per la musica.La scenografia è arricchita da video che ci permettono di ripercorrere, come fosse attuale, l'esperienza unica della tragedia umana e del successo incontenibile vissuti della più grande star di tutti i tempi, the King of Rock'n'Roll Elvis Presley. Il primo tempo inizia con un video a 360° che mostra i telegiornali di tutto il mondo che annunciano la morte di Elvis il 16 agosto 1977, fino al suo funerale a Memphis con oltre 150.000 persone in lacrime. Questo momento, scolpito nella leggenda, dà il via al racconto dell'ascesa del Re del Rock'n'Roll, dal momento in cui un Elvis ancora con i capelli biondo naturale e camionista per necessità si ferma in un estemporaneo studio di registrazione su una highway qualunque, per registrare un disco istantaneo, un cosiddetto demotape, da regalare alla madre per il compleanno imminente. Non fa in tempo a rivelare la sorpresa, che il suo incontenibile talento è già esploso, dando il via all'ascesa vertiginosa della prima vera e unica rockstar planetaria. La regia dello spettacolo riprodotto in Italia è affidata a Maurizio Colombi, già regista pluripremiato, con all'attivo altri numerosi successi come "We Will Rock You" dei Queen, "Peter Pan" con musiche di Edoardo Bennato, “Rapunzel” e “La Regina di ghiaccio” con Lorella Cuccarini. Colombi è considerato alfiere dei family-show in Italia e questa volta vuole raccontare la fiaba di Elvis. Elvis il Musical, infatti, racconta la fiaba di un ragazzo che diventa re, anche se si tratta di una fiaba con un finale triste, forse perché testimonia una vita reale seppur incredibile. Molti miti sono scomparsi o sono stati dimenticati, ma ancora oggi le nuove generazioni sanno chi è Elvis: The King è tuttora riconosciuto come un'icona assoluta e indimenticabile. Canzoni come Jailhouse Rock, It's now or never, Suspicious Mind, My Way, That's all right mama, Always on my mind e le tante altre indimenticabili colonne sonore di un'epoca lunga 4 decenni e ancora viva e contemporanea accompagnano il pubblico dello spettacolo, che non potrà fare a meno di appassionarsi alla storia e ai suoi protagonisti.
Sabato 17 marzo ore 21
"A NIGHT IN KINSHASA" di 
Federico Buffa e Maria Elisabetta Marelli


Muhammad Ali vs George Foreman
Molto più di un incontro di boxe:
un episodio di riscatto sociale che cambia la storia

‘Da Louisville a Indianapolis a Cincinnati, percorrerò il Tennessee, la Florida e il Mississippi e mostrerò ai neri d’America che i loro antenati sono in Africa. Dio mi ha prescelto, la boxe è solo il mezzo con cui racconterò l’Africa alla mia gente, sono sicuro che non ne sanno niente, anch’io non ne sapevo niente. Sarò il ponte tra l’Africa e l’America. Devo battere George Foreman!’
Autunno del 1974, Kinshasa, Zaire.
Il dittatore Mobutu regala ai suoi  sudditi il match di boxe del millennio per il titolo mondiale dei massimi, tra lo sfidante Muhammad Ali (Cassius Clay, prima della conversione all’Islam) e il detentore George Foreman. Ali ha 32 anni, l’altro 25. Sono entrambi neri afroamericani, ma per la gente di Mobutu, Ali è il nero d’Africa che torna dai suoi fratelli, George è un nero non ostile, complice dei bianchi. Tanta gente assedia lo stadio dove ci sarà il match e grida «Alì boma yé», Alì uccidilo.
“È un incontro epocale che va al di là della boxe, un incontro che parla di riscatto sociale, di pace, di diritti civili.
E nella consueta sinfonia di contraddizioni che è la storia di Muhammad Ali, il paradosso è che l’incontro simbolo della libertà, ha luogo in un paese oltraggiato prima dal colonialismo, poi da una dittatura che sarebbe durata trent’anni e poi ancora dalla guerra”.
Ali torna nella terra dei suoi avi, a riscoprire le sue origini.
‘Sono africano, l’Africa è la mia terra. Da lì veniamo’.
Sta nelle strade, va negli ospedali, incontra i bambini. Decide di poter trasmettere quello che ha visto ai neri d’America, agli emarginati, a quelli senza sussidi che non hanno coscienza di se stessi. Vuole stare in mezzo ai drogati, ai disperati, alle prostitute. Questo racconta ai giornalisti”.
E da lì parte il racconto di Federico Buffa, giornalista sportivo che si è imposto all’attenzione del pubblico per la straordinaria capacità di raccontare le storie dei campioni e degli eventi sportivi.
Un narrazione sincopata, tenuta “sulle corde” da una serrata partitura musicale scritta ed eseguita al pianoforte da Alessandro Nidi e ritmata dalle percussioni di Sebastiano Nidi, all’interno della cornice visionaria della regista Maria Elisabetta Marelli.
“Ali dopo quella lunga notte a Kinshasa si sente finalmente libero, ha un sogno nuovo in cui credere.
È libero perfino di rappresentare l’America: l’America è tutta per lui. Il mondo intero lo è.
La storia della dittatura di Mobutu sarà ancora lunga, ma all’alba di quel nuovo giorno i congolesi festeggiano come in una purificazione, colmi di speranza e grati a quell’uomo che da solo aveva sconfitto il sistema”.
Sabato 24 marzo 2018 ore 21
"SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE" di William Shakespeare




Regia di MASSIMILIANO BRUNO con STEFANO FRESI GIORGIO PASOTTI VIOLANTE PLACIDO PAOLO RUFFINI
Mito, fiaba, e quotidianità si intersecano continuamente senza soluzione di continuità all’interno di questa originale versione del noto testo shakespeariano, sempre originalmente e genialmente contaminate e ricreate dalla fervida fantasia dell’adattamento. Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. NOTE DI REGIA di MASSIMILIANO BRUNO Quello che voglio da questo Sogno è tirare fuori la dimensione inconscia che Shakespeare suggeriva neanche troppo velatamente. Puntellare con l’acciaio la dimensione razionale imprigionata nelle regole e nei doveri bigotti e rendere più libera possibile quella onirica, anarchica e grottesca. E così il nostro bosco sarà foresta, Patria randagia di zingari circensi e ambivalenti creature giocherellone, Puck diventerà un violinista che non sa suonare, Bottom un pagliaccio senza palcoscenico, Oberon un antesignano cripto-gay e Titania una ammaestratrice di bestie selvagge. L’intenzione è essere affettivi senza essere affettuosi, ferire per suscitare una reazione, divertire per far riflettere, vivere nella verità del sogno tralasciando la ragione asettica e conformista. Un Sogno di una notte di mezza estate che diventa apolide e senza linguaggio codificato, semplici suoni e immagini che sono meravigliose memorie senza mai essere ricordi


Sabato 7 aprile ore 21
CIRQUE DU SHATUSH
Cirque du Shatush 
Lo spettacolo "Cirque du Shatush", è uno show comico scritto a quattro mani da: Monica Lima , Enzo Iuppariello , Nando Mormone , Ciro Ceruti che ha firmato anche la regia. 
Monica Silvia Lima ed Enzo Iuppariello, componenti del duo ARTETECA ne sono gli interpreti principali. Il teatro è allestito come se fosse un tendone da circo, il pubblico è circondato da artisti circensi già prima dell'inizio dello spettacolo, all'esterno, nel foyer, nella biglietteria, in sala ecc.... 
Lo spettacolo inizia con Enzo che in proscenio a sipario chiuso parla di uno spettacolo essenziale e minimalista, ma viene immediatamente smentito dall'ingresso estremamente trionfale di Monica a seguito di tutta la compagnia di circensi. A ciò seguiranno una serie di atti unici, anticipati tematicamente dagli artisti circensi, che interagiranno con il duo comico. 
Gli Arteteca interpretano alcuni dei loro personaggi televisivi più noti ed altri inediti. Il testo è leggero, le tematiche sono moderne, il ritmo è altissimo ed ha come scopo principale il divertimento del pubblico, non disdegnando continue sorprese per tenere alto il coinvolgimento del pubblico, in particolare dei bambini, e lasciando il pubblico con una riflessione sociale!
Sabato 14 aprile 2018 ore 21
LE BAL L’Italia balla dal 1940 al 2001
Le bal

Una creazione del Théâtre du Campagnol da un’idea e nella regia di Jean-Claude Penchenat, uno spettacolo di GIANCARLO FARES con Giancarlo Fares e Sara Valerio
La pista di una balera pronta ad accogliere le coppie che di lì a poco riempiranno la sala. Un luogo d’incontro in cui uomini e donne cercano gli altri, in cui si va a passare i pomeriggi. Uomini e donne che provano emozioni vere tipiche del carattere di ogni essere umano, in primis rancore e gelosia che portano allo scatenarsi di una gara di ballo. Una competizione in crescendo, che porta ad un movimento accelerato e catapulta i personaggi negli anni ‘40. Da questo punto parte la storia di Le Bal, attraverso una drammaturgia tutta fatta di musica, azioni, suoni e gesti, che accompagnano il susseguirsi dei decenni. Lo spettacolo percorre a suon di musica la storia del nostro paese, passando per gli eventi salienti che hanno contribuito a plasmarla: la Seconda Guerra Mondiale, la Liberazione, il boom economico, le lotte di classe. Un racconto affidato alla musica, agli attori e ai molti cambi di costume che raccontano il susseguirsi dei decenni, i mutamenti dei colori e lo scoprirsi del corpo. Sulle note di canzoni italiane che appartengono alla memoria comune, dal Trio Lescano a Fred Bongusto, da Domenico Modugno a Mina, Renato Zero, Enrico Ruggeri, Franco Battiato, Adriano Celentano e Ornella Vanoni, solo per citarne alcuni, si racconta l’Italia che balla dal 1940 al 2001.
Lo spettacolo originale nasce dalla mente di Jean-Claud Penchenat, presente come attore anche nella trasposizione cinematografica Ballando Ballando diretta da Ettore Scola.


Sabato 5 maggio ore 21
"OTELLO" Opera in 4 atti di GIUSEPPE VERDI


 
Libretto di Arrigo Boito dall'omonima tragedia di William Shakespeare 
Orchestra Filarmonica della Calabria
Direttore Filippo ARLIA
Otello è un generale moro al comando delle truppe della Repubblica di Venezia, che ha sposato in gran segreto Desdemona, figlia del senatore Brabantio. Un nobile veneziano che ama Desdemona, Roderigo, viene però a sapere del matrimonio della donna da Iago, un soldato che prova risentimento nei confronti di Otello poiché ha preferito promuovere di grado l’amico Cassio al posto suo e poiché sospetta che Otello abbia giaciuto con sua moglie Emilia. Iago quindi induce Roderigo a svelare tutto al senatore Brabantio.
Brabantio, su tutte le furie, vorrebbe decapitare il povero Otello ma nel mentre giunge a Venezia la notizia che i Turchi stanno per attaccare Cipro. Il Doge vuole quindi sentire da Otello la sua versione dei fatti: quando Brabantio lo accusa d’aver sedotto la figlia ricorrendo alla stregoneria, Otello replica che il loro amore è sincero e che Desdemona si è innamorata di lui colpita dalle tristi vicende della sua vita. La donna conferma questa versione dei fatti, e il processo si chiude così con l’assoluzione di Otello, anche se Brabantio instilla nel protagonista il dubbio che Desdemona potrebbe tradirlo.
Otello parte verso Cipro con Desdemona, il luogotenente Cassio, il perfido Iago e sua moglie Emilia. Otello infatti non nutre nessun risentimento nei confronti di Iago, che è riuscito a far ricadere la colpa della fuga di notizie su Roderigo. Una volta arrivato a Cipro ad Otello viene riferito che la flotta turca è affondata durante una tempesta: le truppe veneziane possono così darsi ai festeggiamenti. Iago architetta il suo piano, che inizialmente prevede di screditare Cassio agli occhi di Otello: Iago fa ubriacare Cassio e inscena una rissa tra lui e Roderigo, che Otello è costretto a sedare. Come conseguenza, Cassio è privato del suo grado militare. Iago, subdolamente, convince Cassio a chiedere a Desdemona diintercederepresso Otello per fargli riavere il grado che gli spetta; contemporaneamente, egli lascia intendere a Otello che ci sia una relazione amorosa tra Cassio e Desdemona. Così, quando Desdemona supplica il marito di reintegrare Cassio, Otello vi legge una prova di quanto insinuato da Lago, che, con molta abilità, ha usato a proprio vantaggio il rapporto di amicizia tra la donna e l’ex luogotenente di Otello.
Lago può quindi procedere alla seconda parte del suo piano: con l’aiuto dell’inconsapevole Emilia, Lago entra in possesso di un fazzoletto di Desdemona, che è il primo regalo fattole da Otello, e quindi sentimentalmente assai importante. Per di più, il fazzoletto, dono di una maga egizia, era stato affidato a Otello dalla madre sul letto di morte. Lago nasconde il fazzoletto nella stanza di Cassio, al fine di comprometterlo definitivamente e poi organizza una trappola per Otello: dicendogli di voler smascherare Cassio, lo fa nascondere nella stanza mentre lui parlerà con il rivale. Lago chiede a Cassio della sua relazione con una cortigiana, Bianca, ma Otello si inganna e crede ovviamente che Cassio si vanti d’aver sedotto Desdemona. Anche la reazione di Bianca alla scoperta del fazzoletto di Desdemona è utlizzata dallo scaltro Lago per il proprio tornaconto personale; egli convince Otello, che ha visto tutto, che la gelosia della donna sia dovuta alla relazione di Cassio con Desdemona.
Distrutto dal dolore e dalla gelosia, Otello è determinato ad uccidere la moglie e chiede a Iago di eliminare Cassio. La situazione peggiora anche per un evento esterno: un messaggio portato Ludovico da parte del Doge richiama Otello in patria e assegna il comando di Cipro a Cassio. La gioia di Desdemona per il riscatto dell’amico Cassio e per poter tornare a Venezia con il marito sono interpretati da Otello, ormai folle di gelosia, come ulteriore prova del tradimento ormai consumato con Cassio, tanto che il generale schiafeggia e accusa in pubblico la moglie. Dopo una scenata di gelosia di Otello a Desdemona, Iago rassicura la donna sul fatto che il marito è stressato per questioni politiche. Quella sera Desdemona, in preda a un oscuro presagio, fa preparare il letto con le lenzuola nuziali da Emilia, che non ha idea dei piani orditi da suo marito Lago.
Subito dopo, egli sfrutta la passione infelice di Roderigo per Desdemona per indurlo a uccidere Cassio: Iago infatti inganna Roderigo, dicendogli che eliminare Cassio è l’unico modo per impedire che Desdemona parta con Otello per una fantomatica destinazione in Mauritania. Roderigo aggredisce Cassio in un’imboscata notturna, ma ha la peggio. Cassio viene ferito da Iago che, grazie alle tenebre, non viene riconosciuto e può quindi fingere di correre in soccorso dell’amico, dando il colpo di grazia a Roderigo, affinché non parli. Iago poi accusa del tentato delitto Bianca, imprigionandola. 
Otello furioso e in preda a una cieca gelosia non è più in grado di ragionare: nell’ultimo incontro con Desdemona, Otello accusa la moglie di tradimento con Cassio e la inganna dicendole che il suo presunto amante è morto nell’agguato. Desdemona scoppia in lacrime e Otello la soffoca sul letto matrimoniale. All’arrivo di Emilia e degli altri personaggi, Otello confessa di aver ucciso la moglie e adduce come prova il fazzoletto ritrovato addosso a Cassio. Emilia comprende la verità e, nel momento in cui si accinge a svelarla, Iago, nel parapiglia generale, la uccide e poi fugge. Anche quando viene catturato, Iago si rifiuta di spiegare i motivi del suo agire, anche se una lettera di Roderigo chiarisce tutti i suoi intrighi. Otello, che ha capito il suo fatale errore, non resiste al rimorso e al dolore e si pugnala a morte, morendo sul corpo di Desdemona.

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Stagione 2017/2018