Presidente: Sergio Abramo

Sovrintendente: Gianvito Casadonte

Direttore Generale: Aldo Costa

Nella notte di Juve – Real vince "La Vedova Scaltra". Un teatro, gremito ed entusiasta, manifesta apprezzamento anche per il riadattamento della celebre opera di Goldoni

La grande orchestra, il musical, lo storytelling e adesso la prosa di alto livello: un ritorno, dopo un po’ di assenza dovuta alla normale alternanza dei generi. Un modo per suggellare una stagione fantastica vissuta al Politeama sotto l’egida, per così dire, del neosovrintendente Gianvito Casadonte. A lui il compito di raccogliere una sfida assai complicata: regalare al teatro cittadino un Cartellone ricco di eventi in grado di soddisfare tutti i gusti del pubblico. Obiettivo centrato alla perfezione, come dimostra l’affluenza registrata fin qui in ogni occasione in cui il “Mario Foglietti” ha ospitato uno spettacolo. Di qualunque tipo. È successo anche ieri sera malgrado la giornata postfestiva (un martedì successivo a Pasqua e Pasquetta, non certo una serata di finesettimana quindi) e la concomitanza del quarto di finale di Champion’s League fra Juventus e Real Madrid, match che peraltro fu l’atto conclusivo della scorsa edizione di Coppa Campioni. Un incontro attesissimo, oltretutto trasmesso in chiaro dall’ultimo arrivato in casa Mediaset: il canale 20. Una concorrenza spietata, di cui però il Politeama non ha risentito in termini di presenze, dimostrando di essere un punto di riferimento per gli amanti del teatro catanzaresi e calabresi. Dati importanti, quindi, anche per la soddisfazione del dg Aldo Costa. Le strategie estive della governance a guida Casadonte si sono di conseguenza ancora una volta rivelate azzeccate - se ne è avuta l’ennesima conferma ieri - ed ecco allora che anche poche ore orsono l’indice di gradimento degli spettatori è stato davvero elevato per una commedia antica, ma sempre attuale. Il riferimento è a La Vedova Scaltra, opera partorita dal genio letterario di Carlo Goldoni, magistralmente riadattata nella versione proposta da Gianluca Guidi. Una rilettura che ha ottenuto un coro unanime di pareri positivi, tanto da parte di chi l’ha vista in scena quanto ad opera della critica. Gli addetti ai lavori si sono infatti profusi in giudizi lusinghieri nei confronti dello stesso Guidi e della protagonista femminile (Rosaura de’ Bisognosi) Francesca Inaudi. Una donna moderna - ma al contempo “vecchia e conservatrice” nei modi - comunque elegante e sinuosa; artefice del suo destino e brava, con una bellezza raffinata, a conquistare tutti. A cominciare, sul palcoscenico, dai numerosi spasimanti che - come vuole il canovaccio originario della commedia veneziana - è una storia capace di attraversare i secoli con al centro i “soliti temi”: quattrini e amore. Soldi e sesso, in altri termini, vale a dire i motori del mondo, per così definirli. Allo stesso modo centrale è il potere del corpo, e soprattutto della mente, femminile. In breve: della femminilità. A tutto tondo. Un’arma potentissima che la giovane protagonista, rimasta senza marito assai presto, usa per ammaliare una folta schiera di pretendenti alle sue seconde nozze. Rosaura, in sostanza, è una figura dotata di quella sensibilità e intuizione notoriamente appartenenti all’universo rosa. Una forte personalità, la sua. Un temperamento che la spinge a ribellarsi persino al padre, opponendosi al matrimonio della sorella con un uomo molto più anziano. Vedova affascinante e misteriosa, dunque, questa magnetica Rosaria Lombardi-Francesca Inaudi che resta sospesa in bilico nel prendere la decisione giusta: individuare l’uomo della vita. A riguardo va messo in rilievo che la “meta-menzogna” a cui ricorre per sceglierlo è rappresentativa di un estro proprio di esseri superiori quali sono le donne. Rosaura non si lascia però guidare dai sentimenti, segue invece criteri razionali. Persegue uno scopo, mettendo impietosamente a nudo le debolezze del genere maschile. Fragilità che enfatizza fino a renderle ridicole, sembrando artefice di una rivoluzione femminista ante-litteram che - se ne avesse mantenuto le connotazioni più autentiche - avrebbero assecondato il legittimo e profondo desiderio di emancipazione da cui sono caratterizzate le esponenti del gentil sesso alla fine del ‘900. Complici Venezia e il Carnevale, Rosaura nasconde il volto dietro a una maschera non soltanto quando veramente la indossa ma anche nei frangenti in cui ne è priva. Un “travisamento” che utilizza come fosse uno sprezzante condottiero a cui interessa solo vincere una guerra personale, facendolo in modo forse persino inconsapevole, di cui neppure conosce i veri confini.