"Uno sguardo dal ponte" ennesimo successo per la Stagione del Politeama

"Uno sguardo dal ponte" ennesimo successo per la Stagione del Politeama

Un’opera tra le più importanti della drammaturgia novecentesca americana. Basterebbe questo a rendere il valore di Uno Sguardo dal Ponte, che Arthur Miller ha consegnato alla storia della letteratura mondiale e il regista Enrico Maria Lamanna sta invece portando in scena in Italia con uno spettacolo teatrale approdato a Catanzaro per volontà del sovrintendente Gianvito Casadonte e del dg Aldo Costa. Un’altra scelta indovinata, dunque, compiuta per la stagione di un Teatro Politeama in cui, continuando di questo passo, si arriverà presto anche all’overbooking in virtù dell’ormai ciclico “tutto esaurito”. In qualsiasi giorno della settimana in cui c’è un evento in Cartellone, infatti, il Massimo cittadino registra una notevolissima affluenza di pubblico. Un dato che è giusto rimarcare per rendere merito a un lavoro di cui sono subito maturati i frutti con tanto di numeri altisonanti. Senza contare l’apprezzamento degli spettatori che anche ieri hanno tributato a tutta la compagnia esibitasi sul palco del Politeama, e in particolare a uno straordinario Sebastiano Somma, un doveroso e caloroso applauso. Già, l’attore stabiese protagonista nel ruolo di Eddie Carbone (uno scaricatore di porto italoamericano nella Brooklyn di metà secolo scorso) con accanto il conterraneo e quasi coetaneo Gaetano Amato. Quest’ultimo, nei panni di un vecchio avvocato a cui tocca l’improbo compito di tentare di confortare e consigliare Eddie-Sebastiano in crisi per la “perdita” dovuta al matrimonio con un giovane arrivato negli States clandestinamente dell’adorata figlioccia (in realtà una nipote acquisita) Caterina. Una ragazzina che, una volta conosciuto l’amore per Rodolfo, brama una legittima indipendenza da Carbone a cui riconosce il merito di averla allevata come fosse stata la sua bambina ma al quale con il passare del tempo imputa anche un attaccamento morboso e soffocante. Un sentimento che potrebbe essere definito alla stregua di un mix di attrazione e protezione, oscillante lungo una sottilissima linea di demarcazione per così dire sospesa fra l’affetto smisurato di un padre premuroso e le mire audaci di un irriducibile spasimante. Un equivoco che la pièce non chiarisce - forse persino volutamente - “scorrendo” invece fino alla morte violenta di Eddie, ucciso da Marco. Chi? L’uomo che insieme a Rodolfo ha attraversato l’Atlantico per inseguire il sogno americano, fuggendo da fame e miseria, costretto però al rimpatrio coatto in Italia con tanto di immediato “foglio di via obbligatorio” in conseguenza della denuncia alle autorità governative statunitensi presentata dallo stesso Carbone, il quale fa il delatore